domenica 17 settembre 2017

Una specie aliena nell'Adriatico, le noci di mare

Ricordano le meduse ma non sono tossiche per l'uomo: sono voraci predatori di zooplancton e hanno un impatto negativo su ecosistema e pesca. Le "noci di mare", organismi marini quasi trasparenti e luminescenti, stanno popolando l'Adriatico.
Una cattiva notizia perché si tratta di una specie "aliena", originaria dell'Atlantico, particolarmente feconde e soprattutto voraci di zooplancton e larve. Potrebbero avere un impatto negativo per l'ecosistema locale e per l'industria della pesca. A lanciare l'sos è uno studio pubblicato sul Journal of Sea Research. Tra i ricercatori anche un team italiano.
Le "noci di mare" sembrano meduse nell'aspetto ma non lo sono e non possiedono nemmeno cellule urticanti. A contatto con l'epidermide dunque non provocano lesioni dolorose. A preoccupare i ricercatori è però il loro impatto sull'ambiente e sul comparto ittico. Sono "citenofori": alterano lo sviluppo della catena alimentare, perché sottraggono cibo a molti pesci, come acciughe e sardine, e ne predano uova e larve. "Sono animali marini planctonici carnivori", spiega Paola Del Negro, direttrice della sezione di Oceanografia dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) che ha partecipato allo studio. "Originaria delle coste atlantiche americane (Nord e Sud America), questa specie è comparsa per la prima volta in Europa nel Mar Nero all'inizio degli anni Ottanta, trasportata dalle navi attraverso le acque di zavorra. Poi è proliferata a tal punto da creare gravi danni al settore della pesca". Nel Golfo di Trieste la "noce di mare" è stata segnalata per la prima volta nel 2005, ma soltanto durante l'estate 2016 si è verificata una vera e propria esplosione demografica, con presenze massicce nella Laguna di Marano e Grado, lungo la costa occidentale dell’Istria, e su tutte le coste adriatiche italiane, fino ad Ancona e Pescara.

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