venerdì 8 settembre 2017

Come crescono gli uragani come Irma

Quando la velocità dei venti di una tempesta tropicale raggiunge i 120 km/ora la si promuove ad uragano. Il nome, invece, se lo porta dietro fin da quando era bambina, e va in ordine alfabetico. Prima Harvey, ora Irma ma allo stesso tempo anche Jose e Katia.
 L'Uragano Irma è cresciuto e si è irrobustito nel tempo; passeggiando sopra acque più calde del solito. Sì, perché come si generano gli uragani, con lo scontro titanico di masse d’aria calda e umida marina con quelle fredde sovrastanti, è abbastanza noto. Però se chiedi in giro quasi nessuno ti dirà che, una volta nati, gli uragani crescono (una temperatura superficiale attorno ai 26°C è necessaria per il suo sviluppo) e si nutrono del calore che trovano in acqua. Non parliamo solo di quello in superficie, ma anche del calore disponibile fino a molti metri di profondità. E in acqua può esservene molto, dato che lo stesso calore presente nell’atmosfera lo troviamo nei soli primi 2 metri di mare. Più calde sono le acque, più l’uragano può crescere in intensità e maggiore umidità può portarsi dietro. Irma è un uragano di categoria 5, la più alta possibile. Poi, quando l'Irma di turno vira verso zone popolate, inizia a destare interesse. E quando “tocca terra” ed inizia a perdere il suo combustibile, un uragano come Irma si porta dietro venti ad oltre 250 km orari e piogge torrenziali che inondano la costa. E sono problemi seri. Quello che accade su questo Pianeta è molto più collegato di quanto si pensi, non verremo mai a capo della variabilità climatica se non consideriamo e studiamo le cose in modo veramente integrato. Nel caso degli uragani, l’atmosfera e gli oceani si parlano, non sono mondi separati; non riusciremo a capire cosa dicono se non usiamo un vocabolario che tenga conto di questo. Intanto, l’alfabeto è lungo e la stagione degli uragani non è finita.

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