giovedì 22 giugno 2017

Scuola Maturità, i robot non rubano il lavoro.

Il tema sui robot e mondo del lavoro è estremamente importante in questa fase: le nuove tecnologie modificheranno il lavoro, bisogna prepararsi al cambiamento attraverso la formazione, ed è giusto far riflettere i giovani su queste problematiche.
Così Maria Chiara Carrozza ex ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, parlamentare e docente di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, commenta le due tracce dei temi della maturità: Nuove tecnologie e lavoro e Robotica e futuro tra istruzione, ricerca e mondo del lavoro. Quest'ultima cita una pagina del sito del Sant'Anna.
''Sono grata al Miur e al ministro Fedeli - ha detto Carrozza - per la scelta di queste tracce, che fanno riflettere i giovani sull'impatto che robot e tecnologie hanno sul mondo del lavoro e del ruolo dell'istruzione''. E' importante parlare di robotica e mondo del lavoro ma, ha aggiunto, ''anche del ruolo dell'istruzione''. In genere si parla sempre dei robot che cancelleranno posti di lavoro, invece ha osservato ''le nuove tecnologie lo modificheranno ed è importante la formazione per prepararsi a questi cambiamenti''.

Laschi, fa guardare robot con occhi diversi - Docente del Sant'Anna è l'autrice del documento citato dal Miur > La traccia della maturità su robot istruzione, ricerca e mondo del lavoro fa guardare la robotica con occhi diversi. Lo ha detto all'ANSA Cecilia Laschi docente biorobotica alla Scuola Sant'Anna di Pisa, autrice del documento sui robot morbidi allegato alla traccia per l'esame di maturità 2017. Secondo la ricercatrice "è stata una sorpresa" ed è "un bel riconoscimento", considerando che in Italia la ricerca sui robot morbidi è nata proprio al Sant'Anna con lei e Barbara Mazzolai che ora è all'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). La scelta di questa traccia dà, secondo Laschi, due messaggi: "bisogna avere idee rivoluzionarie e osare: nella robotica nessuno avrebbe mai pensato di utilizzare un materiale morbido, perché la robotica è rigida per definizione". Invece i robot morbidi "saranno i robot del futuro e già esistono delle primissime applicazioni anche se ancora a livello di laboratori: come l'endoscopio soft, la pinza morbida che si adatta alla forma degli oggetti e li afferra, parti del corpo robotiche, come corde vocali e polmoni". L'altro messaggio è che la ricerca di base dà frutti dopo 20 anni: la ricerca su auto automatiche e droni è cominciata negli anni '70 '80 e ora ci sono le applicazioni industriali, la stessa cosa potrebbe succedere anche per i robot morbidi", ha concluso. (Ansa)

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