mercoledì 24 maggio 2017

I migliori risultati sulla materia oscura

"I migliori risultati sulla materia oscura fino ad ora, ed è solo l’inizio!”, così Elena Aprile, professoressa alla Columbia University e coordinatore internazionale di XENON1T, commenta a nome di tutta la collaborazione i primi risultati dell’esperimento, in acquisizione dati ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)
, tra i più grandi laboratori sotterranei al mondo dedicati alla fisica astroparticellare. I risultati, ottenuti con una breve misura di 30 giorni e presentati oggi 18 maggio alla comunità scientifica, consentono a XENON1T di potersi affermare come il più sensibile esperimento al mondo per la ricerca diretta di materia oscura. In particolare per la ricerca delle cosiddette WIMP (Weakly Interacting Massive Particle, particelle massive che interagiscono debolmente), che sono tra i candidati favoriti per costituire le particelle di materia oscura. “Le WIMP non sono apparse in questa prima ricerca con XENON1T ma, in effetti, non ce le aspettavamo così presto”, dice Elena Aprile. “La notizia più importante – prosegue Aprile – è che l’esperimento sta continuando ad acquisire dati eccellenti, che ci permetteranno di verificare se l’ipotesi della materia oscura sia corretta in regioni di massa e probabilità di interazione mai verificate prima”. “È appena iniziata con XENON1T una nuova fase nella corsa per rivelare la materia oscura sulla Terra con rivelatori di grande massa e di bassa radioattività. E noi siamo fieri di essere in prima linea in questa corsa, grazie a questo fantastico rivelatore, il primo del suo genere”, conclude Aprile. La materia oscura è uno dei costituenti dell’universo, cinque volte più abbondante della materia ordinaria, di cui è fatto tutto ciò che conosciamo. Molte osservazioni astrofisiche hanno irrobustito l’ipotesi dell’esistenza della materia oscura, portando a uno sforzo mondiale per cercare di osservare direttamente le interazioni delle particelle di materia oscura con quelle di materia ordinaria, utilizzando rivelatori estremamente sensibili che possano confermare la sua esistenza e chiarire le sue proprietà. Queste interazioni, comunque, sono talmente rare e flebili da aver impedito fino ad ora una loro rivelazione diretta, costringendo gli scienziati a costruire rivelatori sempre più grandi e sensibili. (ASI)

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